Cari lettori, la storia che racconterò oggi è una storia vera di una ragazza che ha subito violenza fisica e psicologica dal suo ex ragazzo per ben 5 anni.
Vuole rimanere anonima, ma comunque raccontare la sua storia affinché possa essere d’aiuto.
Se leggendo questa storia vi rivedete in qualche modo il consiglio è quello di scappare chiedendo aiuto.
—— NON vergognatevi
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—— NON esitate
—— NON aspettate di rischiare la morte
—— NON siete sole anche se la condizione mentale di quel momento ve lo fa credere
—— NON temporeggiate nella speranza che le cose cambino in meglio, può solo peggiorare
—— NON fatevi giustizia da sole
IL NUMERO D’EMERGENZA ANTIVIOLENZA E STALKING È IL 1522
La loro storia d’amore iniziò in maniera graduale è semplice, lei si trasferì temporaneamente in una grande città dove nel corso degli anni la sua famiglia per motivi di lavoro si stabilì li. Erano anni che non si vedeva con la sua famiglia e quindi decise di fermarsi per un mesetto circa. La vacanza scorreva veloce e il mese passo’ in fretta, decise di prolungare la sua permanenza per un paio di settimane ancora. In quel lasso di tempo gli arrivarono svariate proposte di lavoro di cui, una molto allettante per lei. Dopo tanti ripensamenti accettò il lavoro e rimandò la partenza a data da destinarsi. La valigia era sempre lì in vista per ricordarle che il suo tempo li era temporaneo. Qualche mese più in là lui iniziò a farle la corte senza che lei si accorgesse di nulla. Tutti al bar sapevano che gli aveva messo gli occhi addosso tranne lei sempre presa dal suo fantastico lavoro.
Un giorno qualunque, un collega troppo insistente, diede all’occhio di tutti lui compreso. Fece delle avance non gradite nei confronti della ragazza, e lei non riusciva a liberarsi di questo fastidio perché non voleva essere scortese.
È così finalmente lui ebbe la sua occasione di farsi avanti prendendo il collega a brutto muso e spiegandoli che doveva lasciarla in pace, e con una stretta di mano la situazione si concluse. La ragazza rimase stupita di come aveva risolto questo problema con estrema calma e facilità e gli fece il primo sorriso.
La storia fin qui sembra bella è normale, ma in realtà non andò così. In apparenza sembro’ tutto perfetto, ma tempo in là si scoprì che il collega venne minacciato brutalmente, e gli venne detto che la ragazza era roba sua e che se solo l’avrebbe riguardata lo avrebbe gambizzato.
Una settimana dopo l’accaduto la ragazza ricevette una telefonata, era lui, lei stupita gli chiese da chi avesse avuto il numero di cellulare, ma lui ridendo fece intendere che sapeva di lei tante cose. La teneva d’occhio da mesi, sapeva i suoi orari, dove abitava, con chi abitava e le sue abitudini. Ma questi altarini vennero fuori tanto tantissimo tempo dopo.
Dopo mesi di insistenza lei li concesse un uscita purché fosse a quattro, perché sentiva qualcosa che non la faceva stare completamente serena, quindi organizzo un uscita con un paio di colleghi che si fidanzarono poco tempo prima diventati amici.
L’uscita andò bene, fu tutto divertente e romantico e si fecero le ore piccole. Accompagnarono gli amici a casa, e quando rimasero soli in macchina ci fu un grande imbarazzo da parte di lei, gli chiese se la poteva riaccompagnare alla macchina parcheggiata davanti al bar dove poche ore dopo avrebbe dovuto iniziare il turno, ma lui fece una deviazione e si fermò in una via appartata e li ci fu il primo bacio.
Dopo quella sera, lui si piazzò lì a lavoro più del dovuto dove c’era anche la sua comitiva, dicendo a tutti che si fidanzò. Ovviamente lei non sapeva nulla, per lei fu solo un uscita andata bene e il tempo avrebbe deciso poi come si sarebbe evoluta la storia, ma non andò così. Gli iniziarono a fare gli auguri, lei divertita pensò che la stessero prendendo in giro per l’uscita, rideva spensierata, fino al suo arrivo dove davanti a tutti la prese e gli diede un bacio a stampo dicendogli: “ciao amore”.
L’imbarazzo nei suoi occhi era al dir poco arrivato alle stelle , infastidita gli disse “sei impazzito“ e lui con molta calma gli rispose “pensavo che dopo ieri ci fossimo fidanzati”! Ora sei mia, precisò, non mi scappi mica. Lui mise la situazione in maniera ironica, facendola sentire in colpa per averlo illuso dopo quel bacio.
Dopo diverse ore di riflessione lei accetto di essere la sua ragazza, da lì ebbe inizio la sua fine.
Il primo anno passo’ veloce, furono costantemente in quattro con questi amici e passarono l’intero anno a conoscersi e divertirsi con alcool e droga girando nei locali eccc… per lei era tutto completamente nuovo, non si accorse che in quel divertimento c’erano tante cose sbagliate.
Un giorno all’improvviso lui iniziò con i primi episodi di gelosia nei confronti dell’amico attaccando anche la ragazza, gli disse che se lui ci provava con lei era perché gli dava modo di farlo. Iniziarono i primi litigi, lui disse che l’amico era infedele nei confronti della fidanzata e che voleva dirgli tutto. La ragazza stupita disse “non sono affari che ci riguardano, se mai ci parlerò io dato che sono la sua migliore amica se ciò ti farà stare meglio”. La situazione sembrò essersi risolta, ma un paio di giorni dopo si venne a sapere che mentre la ragazza era in turno di lavoro con l’amico, lui andò a trovare la migliore amica della ragazza, rimanendo a cena. Nascosero tutto, ma come si dice ogni nodo viene al pettine. La ragazza infuriata della bugia lo lascio’ pensando che fosse accaduto qualcosa tra loro vista la segretezza della cosa, così lui la prese di forza la carico in macchina, la portò nel loro posto preferito al mare in piena notte. Quel posto divento’ orribile, lui la massacrò di botte a calci e pugni sul viso rendendola irriconoscibile, per la bestia non esisteva la possibilità che lei lo avrebbe mai potuto lasciare.
La mattina seguente la portò al pronto soccorso minacciandola che se avesse parlato avrebbe fatto del male alla madre, quindi la ragazza fece quello che gli suggerì lui, e disse al personale del pronto soccorso di aver partecipato ad una rissa in strada.
Passò una settimana chiusa in casa, si mise in malattia dal lavoro e cercò di coprire i lividi sul viso con i trucchi a disposizione che aveva. Non sapeva come dirlo a casa, non sapeva cosa fare, iniziò a realizzare con chi stava è quanto pericoloso potesse essere.
Lui passò tutto il tempo a scusarsi e dirle che se lei non si fosse comportata così non sarebbe successo niente, iniziò a farla sentire sbagliata. Gli elencò piano piano una lista di errori secondo lui sullo stile di vita della ragazza da correggere, iniziando dai movimenti naturali del su corpo come la camminata, le parole da non dire, e per finire nel modo in cui si vestiva e chi frequentava. Premetto una cosa, chi non si è trovata mai in una situazione simile molto probabilmente queste cose non le capirà completamente. Tante persone pensano, io al primo schiaffo lo avrei mandato a quel paese , io se solo farebbe un gesto di violenza lo saluterei per sempre è così via con i commenti In realtà non è così facile come sembra perché la vittima in questione viene prima soggiogata in un certo modo, la bestia individua i punti deboli e li usa contro apposta per renderla vulnerabile, per fargli credere che lui è solo lui è ciò di cui lei ha veramente bisogno.
Trascorse un altro anno lei perse diversi lavori perché lui si piazzava li dall’inizio del turno fino alla fine per poi litigare una volta tornati a casa, tutto questo seguito da botte insulti e minacce di morte verso i familiari.
Cambiarono casa, si trasferirono in campagna, e li fu il degrado per lei. Le urla ora non le avrebbe potute sentire più nessuno, nella testa della ragazza c’era solo tristezza ansia paura depressione e tutto ciò che di negativo ci poteva essere, pensava una volta trasferitasi li non avrebbe più avuto speranza di salvezza da parte di qualcuno.
Gli ingressi al pronto soccorso per percosse e attacchi di panico erano diventati frequenti, la ragazza mangiava sempre meno fino a pesare quaranta chili circa, è un altro anno anno passò.
Ma lei non smise di sperare, con astuzia e determinazione riuscì a convincere lui a cambiare nuovamente casa, questa era perfetta, vicino alla sorella vicino al mare in mezzo a tantissima gente. Finalmente una speranza nasceva in lei, stava pianificando da tanto tempo come poter andarsene da lui senza conseguenze per nessuno oltre se stessa. La madre della bestia non era di nessun aiuto alla ragazza, anzi infieriva con offese e dispetti.Uno dei tanti che fece, fù quello di non prestare soccorso al cane della ragazza, che durante il trasloco lasciò legato nel giardino di casa sua. Il cane saltò una siepe abbastanza alta e rimase impiccato, la madre senti il lamento ma non andò ad aiutarlo, al contrario aspettò e poi chiamò il figlio dicendo che il cane stava morendo e che aveva timore ad andare li per paura di prendersi un morso. La corsa verso casa fù inutile, il cane non ce l’aveva fatta. Il dolore nel cuore della ragazza era immenso, quanto male ancora doveva subire da quella famiglia cosi cattiva, si chiedeva costantemente perchè capitò proprio a lei e che cosa avesse fatto per meritarselo.
Passarono dei mesi lei lavorava duramente come sempre, quel nuovo posto di lavoro gli piaceva molto, la paga e la compagnia erano ottime tuttavia lui non perse tempo a piazzarsi li e fingersi amico di alcuni colleghi della ragazza per poi iniziare con le solite paranoie. La ragazza sapeva che li sarebbe cascato male o almeno ci sperava, il posto in questione era un camping estivo, la sua mansione era sempre quella di barista.Nei posti cosi la sorveglianza è obbligatoria, infatti poco tempo dopo fece delle sceneggiate di gelosia con minacce pesanti nei confronti dei colleghi della ragazza all’interno del bar. Fu invitato ad uscire e lasciarla in pace dal proprietario che capì in maniera tempestiva tutta situazione della ragazza, lui ovviamente oppose resistenza e fu accompagnato fuori dal camping, dove da quel giorno dichiarò guerra a tutti.
La ragazza non ebbe un attimo di pace per quel lavoro, le violenze su di lei erano aumentate, lei provò ad andarsene dalla sorella tante volte, ma lui gli ruppe tutte le valige con un coltello da cucina, e ogni volta che usciva di casa lui era sempre li con lei. La situazione era diventata più pericolosa del solito, lui continuava a minacciarla dicendogli che gli avrebbe ucciso prima la madre poi la sorella e tutti i suoi parenti fino a farla rimanere da sola.La paura in lei cresceva insieme ai lividi sul corpo, lui la bloccava con le gambe buttandosi sopra in ginocchio e la picchiava fino a non farla movere più.
Arrivò ferragosto, come tutti gli anni organizzarono la grigliata serale con tutta la famiglia, ebbero l’ennesima litigata in strada e la ragazza si mise a correre fino ad arrivare fuori dalla casa della sorella dove lui la raggiunse e gli mise le mani al collo, la stava strozzando, la madre e la sorella fortunatamente sentirono dei rumori sospetti e aprirono la porta di casa fino a vedere tutta la scena. Riuscirono a cacciare la bestia, la ragazza era sconvolta e stanca di tutto e decise finalmente di farsi aiutare, racontò tutto e mise tutti in guardia cosi da essere preparati a qualsiasi cosa.
Improvvisamente non si sentì più sola, ma la paura e l’angoscia la stavano consumando, tutto quello che desiderava era solo la tranquillità Quella notte di ferragosto lui andò a cercarla in spiaggia, ma riuscirono ad allontanarlo e a portare la ragazza al sicuro a casa con la famiglia.
Tutta via il lavoro della ragazza doveva continuare e dovettero adottare misure di sicurezza un pò noiose, la ragazza tutte le mattine veniva accompagnata da un parente a lavoro e al ritorno una delle guardie di sicurezza del camping si offri volontario a scortarla. La ragazza si chiuse in casa ma non per questo smise di vederlo o sentirlo, lui si appostava tutte le sere sotto la finestra della ragazza lanciando sassi e urlando di ammazzare tutti, i carabinieri oramai lo conoscevano bene e l’unica cosa che facevano era allontanarlo dell’abitazione.
L’errore della ragazza era quello di rispondere alle sue chiamate, era ancora succube della bestia, qualcosa dentro di lei si insinuava e non le dava modo di chiudere completamente la storia. Lui si comportò bene per un paio di settimane gli diede pace cosi che si convinse ad uscire per fare shopping. Ma eccolo li dietro di lei fingendo di non seguirla, fingendo un incontro puramente casuale, non successe niente lei andò per la sua strada e lui per la sua. Una volta a casa la ragazza anche se spaventata finalmente vedeva una speranza di pace tra loro, era sempre più convinta che averlo lasciato fosse stata la decisione più giusta, ma il suo sbaglio era quello di vedere del buono anche dove non cera.
Una sera all’improvviso lui la chiamò invitandola al pub preferito della ragazza a prendere una birra da amici e chiacchierare un pò. Lei era perplessa ma si fece convincere perchè il posto in questione era sempre pieno di gente che loro conoscevano e questo la fece sentire più tranquilla tanto ad accettare l’invito.
La serata trascorse bene, cera anche il karaoke e la ragazza cantò una canzone come spesso era abituata a fare. Rimasero al pub fino a tardi e quando arrivò il momento di accompagnarla a casa lui gli fece delle avance in macchina mentre guidava, la ragazza era infastidita e gli chiese di smetterla e di riaccompagnarla a casa, poco dopo lui si fermò in una strada appartata vicino l’abitazione della madre e li lui cambiò faccia, iniziò ad insultarla volgarmente, disse: “se non puoi essere mia non sarai di nessun altro”.Inizio a picchiarla a pugni in faccia, la ragazza non ebbe molto tempo per pensare a cosa fare, l’unica cosa che riuscì a fare e dargli una gomitata sul volto e aprire lo sportello della macchina ma lui la prese per i capelli e gli mise le mani al collo, la ragazza ebbe la sua prima emorragia dal naso perchè lui glielo aveva rotto, ma lui non si fermò e continuò a stringere il collo della ragazza fino a farle vedere tutto bianco. La ragazza si sentì di morire, non aveva più forze alzò la mano e la mise su quelle della bestia guardandolo negli occhi nella speranza che mollasse la presa e con il poco respiro che gli rimase diede un colpo di tosse e fece fuoriuscire il sangue che dal naso gli andò in gola.
La bestia vide che la stava uccidendo e mollo la presa, lei perse i sensi per un attimo e si ritrovò nella via di casa della madre, le sue intenzioni erano quelle di tenerla li e curarla, ma la madre vide tutto il sangue sulla ragazza e nella macchina e si rese conto della gravità della cosa, cosi non lo fece entrare in casa. La ragazza continuava a perdere sangue era diventata bianca e debole e pregò lui in tutti i modi di accompagnarla al pronto soccorso promettendogli che non avrebbe detto a nessuno che fosse stato lui, e lo spaventò dicendoli che se non l’avrebbe portata sarebbe morta.
Andarono al pronto soccorso e la bestia non la lasciò un attimo sola, la ragazza era in completo stato di shock aveva le pupille dilatate tremava e non riusciva a parlare, la faccia era sempre più gonfia il naso fratturato in due punti e il labbro rotto.
Durante la visita la ragazza cercò di scappare nella speranza di essere ascoltata da qualcuno, ma gli infermieri la bloccarono e la riportarono in sala per i vari controlli, non capirono il gesto della ragazza e lui era pronto a fare qualcosa quando lei improvvisamente chiese scusa e disse” volevo andare in bagno scusatemi” l’infermiera più giovano la sgridò mentre quella più anziana capì che cera qualcosa che non andava, la ragazza non distoglieva lo sguardo dall’infermiera anziana che sembrò capire tutto, guardava lei e guardava la bestia e continuò cosi per qualche minuto fino a bisbigliare velocemente in un momento di distrazione della bestia “ è stato lui”.
L’infermiera anziana spalancò gli occhi e guardando la ragazza impaurita gli fece cenno con la testa di si, aveva capito tutto, invitò lui ad uscire dalla stanza con la scusa che dovevano effettuare una visita di controllo dove non si poteva assistere.
Finalmente erano da sole , la ragazza abbracciò l’infermiera e scoppiò a piangere, fu portata in una camera a scomparsa apposta per queste situazioni, fu medicata gli fecero tutti i controlli e la tennero sotto controllo tutta la notte, nel frattempo arrivarono i carabinieri che portarono via la bestia, parlarono con la ragazza che raccontò tutto e da quel momento la sua vita cambiò completamente.
Quella notte fù la più lunga della sua vita il tempo sembrò fermarsi, non riuscì a chiudere occhio e continuò a pensare che proprio quella notte lei rischiò di morire. La vita è la cosa più preziosa che si possa avere e non bisogna assolutamente sprecarla con chi non ne da valore o addirittura vuole togliertela.
La mattina seguente la ragazza aspetto un orario decente per chiamare la sorella e informarla di tutto, quando la ragazza vide la faccia avvilita della sorella guardare la sua tumefatta si rese conto che i suoi sbagli non fecero del male solo a se stessa ma anche alla sua famiglia, si abbracciarono forte e tornarono a casa.
Il giorno dopo il rientro della ragazza dall’ospedale in famiglia presero una decisione drastica per il suo bene, la ragazza doveva partire, doveva lasciare la città per sicurezza, lui era in agguato e la denuncia non fece granchè.
La ragazza si rese conto che quella famosa valigia che tenne li in vista per un lungo periodo pronta a ricordargli che il suo tempo li fosse temporaneo, non avrebbe mai dovuta disfarla e decise quindi di andarsene dove era diretta fin dall’inizio.








Non so più quante volte ho letto e riletto questo racconto di sfogo ma allo stesso tempo di aiuto x tantissime donne.A dire il vero ho provato sofferenza e sentito dolore, ma la soddisfazione da donna che ho provato ,che la bestia questa volta ha fallito Una donna c’e la fatta nonostante il calvario subito .Le bestie devono marcire in galera a vita
Sono d’accordo con te Anna, le bestie devono marcire in galera. La ragazza ora sta bene, spero che tante come lei possano trovare tranquillità dopo tanto caos.
Meglio tardi che mai, avere la forza di reagire, di salvaguardare la propria persona in queste situazioni non é sempre facile a volte sembra più facile mollare la presa e lasciarsi andare a strade sbagliate. Ma siamo donne,siamo forti quindi quel pizzico di coraggio lo troviamo sempre in qualunque situazione,come ha fatto pa ragazza del racconto quando è andata in ospedale. Inutile dire che mentre leggevo ho avuto i brividi , mi sono immedesimata nella sua vita e sinceramente non so cosa avrei fatto io, forse quello che ha fatto la ragazza sicuramente. Non bisogna mai credere a quelle donne che: se stavo io lo avrei lasciato perché se non le vivi determinate esperienze non le potrai mai capire. Un grande in bocca al lupo alla ragazza e alla sua felicità. Non abbiamo deciso di venire al mondo siamo venuti per caso, ma una volta vista la luce dobbiamo difenderci con le unghie e con i denti contro bestie che vogliono farci vedere il buio!!
Mi sono venuti i brividi nel leggere tt ciò, mi sono messa un secondo nei panni della ragazza xk ho avuto una situazione complicata, nn ho avuto botte grz a dio ma ho avuto molte parole brutte e mi ero autoconvinta le era tt vero, posso capire relativamente tt ciò ke hai passato, sei stata molto forte, non sentirti in colpa x aver dato un dispiacere alla tua famiglia, purtroppo esistono qst rifiuti umani bestie, e la mamma in questione se si può chiamare mamma, fa più schifo della bestia ke ha messo al mondo. Spero ke sia passato tutto e auguro tanta felicità e amore a qst ragazza